Il nostro interesse è capire il mondo che ci ritroviamo tra le mani e siamo convinti che la letteratura sia uno strumento importante per farlo.

Chi siamo? Una sparuta combriccola di lettori accaniti e agitatori culturali che di fronte alla disarmante deriva verso cui si è avviato il mondo accentuata dopo un anno di pandemia con la già preesistente desertificazione del panorama intellettuale ha deciso di costituirsi in collettivo redazionale e pubblicare qualche libro  ma a queste condizioni:

a) Deve essere perturbante, ostico, scomodo, imbarazzante e cioè deve aiutare a capire quello che ci sta intorno ponendoci molte domande e poche risposte. Per noi capire vuol dire trasformare.

b) Deve privilegiare i contenuti e non le parole e le storie sul niente, tanto meno gli esercizi di stile. 

c) Deve essere universale in quanto noi siamo parte del tutto ovvero esseri sociali che esistiamo solo in relazione con gli altri e l’ambiente in cui viviamo.

d) Deve avere una forma che supporti e amplifichi il contenuto non disdegnando un approccio sperimentale. Di fronte alla omologazione dei linguaggi e alla loro banalizzazione sentiamo il bisogno di forme nuove in grado di destrutturare i significati dominanti.

e) La vendibilità dell’opera non è un nostro criterio di scelta mentre lo è la sua qualità, ovviamente secondo i nostri canoni seppur discutibili. Noi non siamo una casa editrice tradizionale e per noi, lo ripetiamo, la pubblicazione di un libro è principalmente un’azione di agitazione culturale.

I pochi libri all’anno che pubblicheremo, non a pagamento e in tirature limitate, saranno esclusivamente di narrativa, indipendentemente dai generi. 

Non ci avventureremo nella saggistica e nella poesia in quanto ci dichiariamo inadeguati.